Interpretare la scheda tecnica delle leghe dentali e il Coefficiente di Dilatazione Termica (CTE) è essenziale per comprenderne le proprietà, le caratteristiche chimico-fisiche e il corretto impiego nelle protesi dentali. Di seguito vengono illustrati i principali parametri da valutare accompagnati da tre esempi pratici.

- Composizione chimica: Indica la percentuale degli elementi che compongono la lega metallica (ad esempio cromo, cobalto, nichel, molibdeno).
- Durezza: Esprime la resistenza della lega alla deformazione permanente. Viene spesso espressa in unità Vickers (HV).
- Modulo elastico: Indica la rigidità del materiale. Un modulo elastico elevato significa che il metallo è meno elastico, quindi più rigido.
- Carico di rottura: Rappresenta la massima sollecitazione che il materiale può sopportare prima di rompersi.
- Biocompatibilità: Informazioni sull’eventuale tossicità o reazioni allergiche legate agli elementi della lega.
- Temperatura di fusione: La temperatura alla quale il metallo si fonde, fondamentale per i processi di lavorazione.
- Peso specifico: La densità del materiale, che influisce sulla leggerezza delle protesi.
Lega a base di Cromo-Cobalto (Co-Cr)
- Composizione chimica: 65% Cobalto (Co), 30% Cromo (Cr), 5% Molibdeno (Mo)
- Durezza: 400 HV
- Modulo elastico: 220 GPa
- Carico di rottura: 900 MPa
- Biocompatibilità: Buona, adatta per protesi fisse. Il cromo aumenta la resistenza alla corrosione.
- Temperatura di fusione: 1300-1400°C
- Peso specifico: 8,5 g/cm³
Interpretazione: Questa lega è molto resistente e rigida, ideale per strutture protesiche come ponti e corone. Grazie alla sua elevata durezza, è resistente all’usura. La buona biocompatibilità la rende adatta a molti pazienti, anche se il contenuto di cobalto può causare reazioni allergiche in soggetti sensibili.
Lega a base di Nichel-Cromo (Ni-Cr)
- Composizione chimica: 65% Nichel (Ni), 22% Cromo (Cr), 10% Molibdeno (Mo), 3% altri elementi
- Durezza: 320 HV
- Modulo elastico: 210 GPa
- Carico di rottura: 850 MPa
- Biocompatibilità: Moderata. Il nichel può provocare allergie in alcuni pazienti.
- Temperatura di fusione: 1250-1350°C
- Peso specifico: 8,1 g/cm³
Interpretazione: Questa lega è utilizzata in protesi fisse e mobili, ma richiede attenzione a causa della possibile allergenicità del nichel. È meno rigida rispetto alla lega Co-Cr, quindi può essere più indicata in situazioni che richiedono una certa elasticità.
Lega a base di Oro (Au)
- Composizione chimica: 75% Oro (Au), 10% Platino (Pt), 5% Palladio (Pd), 10% altri metalli
- Durezza: 220 HV
- Modulo elastico: 90 GPa
- Carico di rottura: 500 MPa
- Biocompatibilità: Eccellente, non provoca reazioni allergiche.
- Temperatura di fusione: 1000-1100°C
- Peso specifico: 18,0 g/cm³
Interpretazione: Le leghe a base di oro sono ideali per restauri estetici di alta qualità, grazie alla loro eccellente biocompatibilità e malleabilità. Tuttavia, la durezza inferiore rispetto alle altre leghe significa che non sono adatte a situazioni di forte stress masticatorio. Il costo è elevato a causa dell’alto contenuto di oro.
la scheda tecnica delle leghe dentali fornisce dati cruciali per scegliere il materiale più adatto, valutando composizione, durezza e biocompatibilità, in base alle esigenze cliniche e alle preferenze dei pazienti.
Scheda Tecnica nel dettaglio di una Lega Cromo-Cobalto (Co-Cr)
Composizione Chimica:
- Cobalto (Co): 63-65%
- Cromo (Cr): 28-30%
- Molibdeno (Mo): 5-6%
- Silicio (Si): 1%
- Manganese (Mn): <1%
- Altri elementi (tracce): Ferro (Fe), Carbonio (C), Alluminio (Al)
Caratteristiche Meccaniche:
- Durezza: 380-420 HV (unità Vickers)
- Modulo Elastico: 220 GPa (Gigapascal)
- Resistenza alla trazione: 800-900 MPa (Megapascal)
- Allungamento a rottura: 2-5%
- Resistenza alla flessione: 1200 MPa
- Resistenza all’usura: Elevata
Proprietà Fisiche:
- Temperatura di fusione: 1350-1400°C
- Densità (Peso Specifico): 8,4-8,5 g/cm³
- Conducibilità termica: Bassa, non particolarmente sensibile alle variazioni di temperatura.
- Modulo di Poisson: 0,29
Proprietà Chimiche:
- Resistenza alla corrosione: Elevata, grazie al contenuto di cromo che forma uno strato passivante sulla superficie, proteggendo il metallo dall’ossidazione e dalla corrosione in ambiente orale.
- Biocompatibilità: Buona, nonostante alcuni individui possano manifestare reazioni allergiche al cobalto o al cromo. Si raccomanda attenzione in pazienti con allergie note ai metalli.
- Magnetismo: La lega presenta debole magnetismo, non influente in ambito odontotecnico.
Applicazioni Odontotecniche:
- Tipologia di utilizzo: Lega ideale per la realizzazione di protesi fisse, scheletrati, strutture portanti e corone. Adatta per il supporto di ceramica in restauri estetici.
- Compatibilità con ceramiche: Buona compatibilità con i rivestimenti ceramici, utile per protesi estetiche.
- Utilizzo: Le sue proprietà meccaniche la rendono adatta sia per restauri fissi (ponti, corone) che mobili (protesi scheletrate). Garantisce una lunga durata e resistenza.
Lavorabilità:
- Tecniche di fusione: Metodo tradizionale mediante colata a cera persa. La lega può essere fusa con apparecchiature standard utilizzate in odontotecnica.
- Processabilità: La lega è lavorabile mediante fresatura e lucidatura. È necessaria attenzione durante la lucidatura per evitare la rimozione eccessiva dello strato protettivo superficiale.
- Saldatura: Buona saldabilità, ma si consiglia l’utilizzo di saldature specifiche per leghe al cromo-cobalto per preservarne le proprietà.
Normative:
- Standard: Conforme alle normative internazionali per leghe dentali (ISO 22674, Classe 4)
- Requisiti di biocompatibilità: Testata secondo i requisiti ISO 10993 per la biocompatibilità di dispositivi medici.
Vantaggi:
- Elevata resistenza alla corrosione, ideale per un ambiente orale umido.
- Alta durezza e resistenza all’usura, che assicurano una lunga durata dei restauri.
- Buona biocompatibilità per la maggior parte dei pazienti.
Svantaggi:
- Possibile reattività allergica in soggetti sensibili al cobalto o al cromo.
- Maggiore rigidità rispetto ad altre leghe (come quelle a base di oro), che potrebbe influire su alcune applicazioni.
Coefficiente di dilatazione termica (CTE)
Il coefficiente di dilatazione termica (CTE) è un parametro che misura quanto un materiale si espande o si contrae in risposta a una variazione di temperatura. È espresso in termini di variazione della lunghezza per grado Celsius (°C). Per esempio, un materiale con un alto coefficiente di dilatazione termica si espanderà molto di fronte a un incremento di temperatura.
Coefficiente di dilatazione termica nelle leghe dentali
Nelle leghe dentali, il CTE è particolarmente importante perché le leghe metalliche vengono spesso utilizzate come strutture di supporto per la ceramica dentale, che viene poi cotta sulla superficie della lega. Durante la lavorazione, questi materiali vengono sottoposti a cicli termici elevati (come nella fase di cottura della ceramica) e il comportamento termico dei due materiali deve essere compatibile.
Le leghe dentali utilizzate in odontoiatria possono includere leghe di metalli nobili (come oro o platino) e non nobili (come leghe a base di cromo-cobalto o nichel-cromo). Ognuna di queste leghe ha un suo specifico coefficiente di dilatazione termica, che deve essere tenuto in considerazione per evitare problemi con la ceramica.
Rapporto tra lega dentale e ceramica dentale
Il rapporto tra il coefficiente di dilatazione termica della lega metallica e quello della ceramica dentale è cruciale per la durabilità e la stabilità della protesi. Se la lega e la ceramica hanno coefficienti di dilatazione termica troppo diversi, potrebbero sorgere tensioni durante il riscaldamento o il raffreddamento, portando a distacchi, crepe o rotture nella ceramica.
Come funziona questo rapporto:
- Il CTE della lega metallica dovrebbe essere leggermente superiore a quello della ceramica. Questo perché raffreddandosi, la ceramica deve rimanere in leggera compressione sulla lega. Questa compressione contribuisce a migliorare l’adesione della ceramica al metallo e a ridurre il rischio di fratture.
- Se il CTE della ceramica è troppo elevato rispetto alla lega, la ceramica si espanderà di più durante il riscaldamento e tenderà a staccarsi durante il raffreddamento.
Una buona corrispondenza tra i coefficienti di dilatazione termica della lega e della ceramica è essenziale per garantire la qualità e la durata della restaurazione protesica.
